Medaglie d’Oro


Cap. Luciano ZANI

CAPITANO 6° RGT., BTG. VAL CHIESE

Motivazione della Medaglia d’Oro.

Comandante di compagnia alpina sul fronte del Don, organizzava e dirigeva personalmente ardite azioni di pattuglia e colpi di mano, distinguendosi per cosciente audacia e spiccata capacità di comando.

In tragica fase di ripiegamento, indomito animatore di epiche lotte, sosteneva con successo, nove sanguinosi combattimenti d’avanguardia contro preponderanti forze che sgominava aprendo, con gravi sacrifici, un varco alla sua colonna.

Nel corso di successivi cruenti combattimenti, caduti tutti i suoi ufficiali, gravemente ferito alle gambe, continuava impavido a dirigere l’azione del suo reparto. Ferito una seconda volta, rimaneva al suo posto di dovere persistendo in lotta tenace.

Quasi esausto, rimasto isolato con pochi valorosi superstiti feriti, privo ormai di munizioni e viveri, non si dava per vinto e, tra stenti inauditi, benché pressato dal nemico incalzante, proseguiva nella tormentosa marcia riuscendo, dopo inenarrabili sacrifici sostenuti con stoica fermezza, a congiungersi a basi arretrate. Chiaro esempio di preclari virtù militari.

Fronte russo, novembre 1942 – febbraio 1943

Nato a Cormòns (GO) il 13 dicembre 1907, consegue nel 1929 il diploma di ragioniere all’Istituto tecnico di Udine e si laurea in Scienze Economiche e Commerciali all’Università di Trieste.
Nel gennaio 1930, chiamato alle armi, viene ammesso alla Scuola Allievi Ufficiali di complemento della specialità alpini del Corpo d’Armata di Milano. Nominato sottotenente fu assegnato al 3° reggimento Alpini e dopo aver prestato servizio di prima nomina è congedato nel febbraio 1931.
Promosso tenente dopo un periodo di richiamo a domanda nell’8° alpini nel marzo 1940, nel gennaio 1941 dopo parte per il fronte greco-albanese e partecipa alla campagna di Grecia col battaglione Val Chiese, aggregato all’11° reggimento alpini nel settore di Osum. Rimpatria a fine ostilità col suo reparto in luglio.
È poi istruttore al corso per sciatori alpini del costituendo battaglione Monte Cervino nel gennaio 1942 e nel successivo mese di luglio parte per la Russia nella Divisione Tridentina, 6° reggimento, quale comandante la 255ª compagnia del battaglione Val Chiese.
Si distingue nel settembre successivo come comandante del reparto esploratori e per questo si guadagna la Medaglia d’Argento (Bolshoj, Fronte russo, settembre 1942).
Dopo aver strenuamente contrastato l’offensiva sovietica del dicembre 1942 nel settore tenuto dalla Tridentina sul Don, guida i suoi alpini in nuovi aspri combattimenti nella critica fase del ripiegamento.
Il 20 gennaio 1943, dopo una marcia di circa 50 km nella neve alta, con temperatura di 45 gradi sotto lo zero, tra le continue insidie nemiche, entra in Nowa Karkowka. Viene ferito gravemente e più volte il 26 gennaio, durante la difesa della stazione ferroviaria di Nikolajewka.
E’ rimpatriato con treno ospedale il 6 febbraio successivo e ricoverato negli Ospedali militari di Bolzano e di Stresa, poi dimesso nell’agosto 1944.
Collocato in congedo assoluto nel febbraio 1945, nel luglio 1949 è promosso capitano con anzianità 15 febbraio 1943.
Nel 1951 si trasferisce a Milano dove esercita la professione di Dottore commercialista fino al 13 maggio 1992, anno in cui muore. E’ stato, per dodici anni, fino alla morte, dirigente dell’Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo.
Uomo poliedrico e dai mille interessi è stato anche Accademico di Roccia e Azzurro di sci.
Dal 1951, alla ricostituzione del Gruppo di Cormons, è stato per alcuni anni socio del gruppo per poi trasferirsi definitivamente a Milano, è stato anche membro del consiglio direttivo Nazionale dell’ANA.
Dopo essere stata sepolta a Milano, ora la sua salma riposa nel Cimitero Centrale della sua natia Cormòns (GO).
La cerimonia di tumulazione è avvenuta il 16 novembre 2010 con gli onori militari resi da un picchetto della Brigata Alpina JULIA, presenti il Prefetto, autorità e tanti Alpini con i loro labari e gagliardetti.

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