Al Sacrario di Redipuglia un 4 novembre condizionato dal Covid che ha imposto una cerimonia senza pubblico ma anche senza la presenza dei militari in armi che in qualità di eredi di quanti riposano nei gradoni ogni anno rendono loro onore.
In una atmosfera rarefatta, alla presenza di pochi ostinati civili (cui è stato negata la possibilità di accedere al Sacrario) e di un ridotto numero di alti ufficiali, con le tre croci ingabbiate per lavori di restauro che sembrano non avere mai fine, pochi sono stati gli atti di omaggio e ricordo verso i centomila caduti.
Quello ufficiale nella persona della Presidente del Senato on. Casellati che in una rapida visita quasi solitaria ha deposto, in un silenzio pressoché totale che ancor più faceva risaltare gli ampi spazi vuoti del Sacrario, la Corona del Capo dello Stato con i Corazzieri muniti di mascherina d’ordinanza.

A cerimonia ufficiale conclusa La Fiaccola Alpina della Fraternità ha concluso il suo viaggio portando il fuoco acceso al Sacrario di Timau ai piedi del Colle S. Elia. Nel miglior spirito Alpino del “Tasi e tira” un onore silenzioso e discreto nel luogo delle radici della memoria dei caduti della prima Guerra accumunandoli anche quest’anno a tutti i caduti di tutte le guerre.

E poi verso le 12.30 la Pattuglia Acrobatica in formazione ha fatto un passaggio con una stretta virata sul Colle. Fa piacere pensare che, ritornando da Roma, dove aveva partecipato alla cerimonia all’Altare della Patria, i piloti delle “nostre” Frecce Tricolori abbiano anche loro voluto salutare e rendere un veloce omaggio ai centomila di Redipuglia.