Nel ringraziare il Consiglio regionale del FVG che ha approvato la legge regionale “Riconoscenza alla solidarietà e al sacrificio degli Alpini”, con il proposito di promuovere lo spirito di solidarietà e di volontariato che anima l’Associazione Nazionale Alpini e di trasmetterne, soprattutto alle giovani generazioni, i valori storici, sociali e culturali.

È questo un riconoscimento che la Regione attribuisce alla solidarietà e al sacrificio degli Alpini appartenenti all’ANA volendo sottolineare le numerose attività di aiuto, di supporto e di volontariato che da sempre caratterizzano l’operato delle Penne Nere e di cui noi Presidenti ci sentiamo orgogliosi.

“La legge regionale del F.V.G., 6 maggio 2022, n. 6, all’articolo 3 prevede la celebrazione della “Giornata Regionale della riconoscenza per la solidarietà ed il sacrificio degli Alpini” il 20 maggio di ogni anno o in una giornata della settimana che precede o segue tale data, in ricordo della prima riunione organizzativa degli Alpini per la costituzione dei cantieri di lavoro per la ricostruzione del Friuli terremotato nel 1976, tenutasi a Gorizia il 20 maggio 1976 dall’allora presidente Nazionale ANA Franco Bertagnolli.  Cantieri di lavoro istituiti dall’A.N.A. che coinvolsero gli Alpini del Centro-Nord Italia e furono fondamentali per la ricostruzione e per legare ancora di più gli Alpini con il Friuli. Alla fine del maggio 1976, a meno di un mese dal terremoto, vennero costituiti i gruppi di intervento, che a metà giugno divennero pienamente operativi. Il Cantiere di lavoro n. 1 aveva sede a Magnano in Riviera, il n. 2 ad Attimis, il n. 3 a Buja, il n. 4 a Gemona del Friuli, il n. 5 a Villa Santina, il n. 6 a Majano, il n. 7 a Moggio Udinese, il n. 8 ad Osoppo, il n. 9 a Cavazzo Carnico, il n. 10 a Pinzano al Tagliamento e il n. 11 a Vedronza. Migliaia di alpini, giovani e veci, attrezzati ed autosufficienti, vennero in Friuli ad aiutare i loro fradis furlans con slancio ed abnegazione in un lavoro incessante che la gente friulana non potrà mai dimenticare e la commemorazione di questa giornata lo testimonia ancora.

Il 1° ottobre 1976, nella sede della Provincia di Udine, l’Associazione Nazionale Alpini venne scelta, attraverso un accordo di programma, dal Congresso degli Stati Uniti d’America come referente del programma statunitense di aiuti al Friuli. L’Associazione realizzò così opere per un importo di 53 miliardi di lire. Per la precisione: 7 centri residenziali per anziani (a Buja, Magnano in Riviera, Majano, Osoppo, Pordenone, San Daniele del Friuli, Villa Santina) e 13 istituti scolastici e case dello studente (nei comuni di Aviano, Buja, Cividale del Friuli, Faedis, Gemona del Friuli, Majano, Maniago, Osoppo, Sacile, san Daniele del Friuli, San Pietro al Natisone, Spilimbergo, Travesio).

Questo è ancor oggi il nostro impegno! Perchè le Sezioni del FVG hanno dato sempre sostanza a quella frase divenuta famosa, scritta sulle mura sbrecciate dal terremoto, che diceva “il Friuli ringrazia e non dimentica”, una frase che noi Alpini del Friuli Venezia Giulia abbiamo fatto nostra e che fa parte della nostra memoria.

Oggi ricordiamo i tanti Alpini e non solo, della nostra Regione e di ogni parte d’Italia, che si resero disponibili ad aiutare i “fradis furlans” negli 11 cantieri di lavoro A.N.A. nell’emergenza e nella ricostruzione del Friuli devastato dal terremoto del 1976.

Le 8 Sezioni A.N.A. del F.V.G., tenuto conto che quest’anno 2026 si celebra il “50° anniversario del Terremoto del Friuli del 1976”, hanno incaricato la Sezione A.N.A. di Gorizia di organizzare la ricorrenza.

La giornata ha il patrocinio dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia rappresentata dal Presidente della V Commissione consiliare permanente Diego Bernardis e dall’Assessore regionale alla Protezione Civile Riccardo Riccardi ed è presente con il Gonfalone della Regione decorato di M.O. per meriti civili legati ai fatti del terremoto del 1976; ha il patrocinio del Comune di Gorizia rappresentato dalla Vice Sindaco Chiara Gatta, presente con il Gonfalone decorato di M.O.V.M..

Presenti la signora Prefetto di Gorizia Ester Fedullo, il Questore di Gorizia Luigi Di Ruscio, il Vice Comandante provinciale dei Carabinieri di Gorizia, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Andrea Esposito, la Comandante dei Vigili del Fuoco Cira Piscicelli. L’Assessore del Comune di Attimis che ha voluto essere presente oggi con il Gonfalone; Attimis è stata sede del Cantiere di lavoro n. 2, ne hanno fatto parte la Sezione ANA di Gorizia con le Sezioni di Belluno, Cadore, Feltre, Palmanova e Trieste.

E’ presente il Labaro Nazionale dell’A.N.A. con il Presidente Nazionale Sebastiano Favero ed il C.D.N..

Nello sfilamento, proprio per ricordare i 50 anni dal Terremoto del 1976, erano presenti un Gruppo di Volontari in divisa P.C. ed alcuni mezzi di soccorso della Protezione Civile Alpina A.N.A..

Dalla drammatica esperienza del Terremoto del 6 maggio 1976, dove si concretizzano gli 11 Cantieri di lavoro ANA, all’inizio degli anni 80 nasce organicamente la Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), con il germe fondamentale gettato appunto dopo il terremoto del Friuli del 1976, quando gli alpini presero coscienza della loro capacità di intervenire efficacemente nelle calamità.

il 9 settembre 1985 a Milano, furono approvate alcune importantissime modifiche allo statuto sociale dell’Associazione Nazionale Alpini, stabilendo che tra i propri scopi ci fosse anche la partecipazione volontaria alla Protezione Civile prevedendo di concorrere, quale Associazione volontaria al conseguimento dei fini dello Stato e delle pubbliche amministrazioni in materia di protezione civile, in occasione di catastrofi e di calamità naturali.”

La strutturazione formale è consolidata nel 1987 con l’iscrizione all’Albo Nazionale del Volontariato. L’attività è riassunta nella frase “ricordare i morti aiutando i vivi”.

Dalla nascita, la Protezione Civile ANA è intervenuta in Italia nei principali eventi calamitosi quali Terremoti, Alluvioni (Irpinia 1980, Valtellina 1987, Piemonte 2000, L’Aquila 2009, Centro Italia 2017,  ecc.). In questo contesto anche gli Alpini del Friuli Venezia Giulia pronti a fronteggiare le conseguenze del terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria e, da ultimo ma non ultimo, a combattere l’acqua e il fango nella Regione Emilia-Romagna.

La Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia nasce idealmente nel maggio 1976, subito dopo il devastante terremoto che colpì il Friuli. L’esperienza del sisma evidenziò la necessità di un sistema strutturato che fu attuato con l’approvazione della legge regionale 31 dicembre 1986, n. 64, che istituì formalmente il Sistema regionale di protezione civile. Il FVG è stato pioniere in Italia, creando un modello basato su previsione, prevenzione e soccorso. Proprio in quest’ottica, il 20 luglio 1992 tutte le Sezioni ANA del FVG hanno firmato, per mano del Presidente Nazionale ANA Leonardo Caprioli, un protocollo d’intesa con la Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, prevedendo proprio che “le Sezioni dell’A.N.A. esistenti nel Friuli-Venezia Giulia collaborano con la Regione per la protezione civile tramite l’apporto dei propri volontari e/o mezzi nell’attività di previsione, prevenzione, soccorso e avvio della ripresa, impegnandosi alla mobilitazione ove l’autorità regionale lo richieda”. Tuttora continua il rapporto in convenzione con la Protezione Civile delle Regione FVG.

Il Servizio Nazionale della Protezione Civile, invece, nasce ufficialmente il 24 febbraio 1992 con l’approvazione della Legge n. 225. Questa legge ha istituito un sistema moderno, organizzato non solo per il soccorso, ma anche per la previsione e la prevenzione dei rischi, grazie all’opera di Giuseppe Zamberletti.

Sono stati ricordati i 29 Alpini della Brigata Julia deceduti sotto la Caserma Goi di Gemona del Friuli, più altri tre militari di altri Corpi ed il capitano canadese Ronald Mc Bryde, caduto con il proprio elicottero durante le operazioni di soccorso.

Oltre la Brigata Julia intervennero la Brigata Ariete e la Brigata Mantova; tutte le Forze dell’Ordine intervennero nella fase dell’emergenza in aiuto alle popolazioni friulane: Carabinieri, G.d.F., Marina Militare, Aeronautica,  Vigili del Fuoco. Come anche altre Associazioni intervennero, ma, nei primi momenti dopo il sisma fu determinante l’Associazione Radioamatori Italiani.

Permettetemi qui a Gorizia di ricordare i 3 giovani goriziani deceduti sotto la Caserma Goi a Gemona:  Artigliere Livio BIasig del Gruppo Conegliano; Artigliere Angelo Cascina del Gruppo Udine; Geniere Alpino Giuseppe Slemitz della Compagnia Genio Pionieri Julia. 

In conclusione, sugli Alpini può sempre ben contare ogni Amministratore del territorio, in ogni singolo Comune della nostra Regione; Regione che ha riconosciuto pubblicamente la solidarietà e il sacrificio di questa grande realtà che è l’Associazione Nazionale Alpini. Regione che ci sprona, noi alpini appartenenti all’ANA, ad essere un esempio concreto, nelle nostre comunità, nelle nostre città e nei nostri paesi.

 

articolo di Paolo Verdoliva
foto di Cinzia Lenardi