Sono passati 80 anni da quando i reparti della Julia furono inviati nell’agosto del 1942 a combattere sul suolo russo. Il ricordo di quella partenza è stato celebrato solennemente a S Giovanni al Natisone da dove le tradotte che trasportavano gli Alpini dell’8° reggimento e quelli della Artiglieria alpina del Conegliano iniziarono il viaggio. Il 9° reggimento e il Gruppo Udine di stanza nell’ isontino partirono da Gorizia.
Una tre giorni di manifestazioni, mostre e appuntamenti organizzati dalla Sezione di Udine, in concomitanza con il raduno sezionale, assieme ai gruppi di S. Giovanni al Natisone, Dolegnano, Manzano, Medeuzza e Villanova del Judrio ha trovato sintesi e momento conclusivo domenica 22 maggio a S Giovanni iniziando con l’alzabandiera davanti al monumento che ne ricorda l’evento.
Allentati i lacci del covid la manifestazione è stata molto partecipata e assieme ai Vessilli delle Sezioni vicine, ai Gagliardetti dei Gruppi e ai Gonfaloni di tante città friulane con i loro Sindaci, a numerose autorità, a fare gli Onori ai caduti erano presenti un picchetto armato e la Fanfara della Brigata Julia con il loro comandante gen. Fabio Majoli.
Di seguito è stata raggiunta con una breve sfilata la chiesetta di San Giusto e all’aperto, si è tenuta la S. Messa in ricordo di tutti i Caduti.
Durante gli interventi delle autorità davanti al monumento alla Julia e nell’omelia della S. Messa assieme al ricordo dei tanti che non ritornarono alle proprie terre, al richiamo al dovere della memoria e all’impegno di quanti si sono adoperati per custodire il sacrificio dei compagni “andati avanti” in quelle lontane terre è echeggiata soprattutto la parola “PACE”. Quella Pace che oggi viene a mancare in quelle terre che gli alpini percorsero per raggiungere il fronte del Don e che è nei desideri e nelle speranze di ogni persona sensata. L’anelito verso il termine di quella sconsiderata guerra, particolarmente feroce nei confronti della popolazione civile, è quanto mai presente nel cuore degli Alpini che le guerre le hanno combattute solo per dovere e spirito di Patria, ed è stato ben espresso nell’auspicio che la guerra cessi di essere un “fatto di cronaca”.