Gemona è stata per tre giorni, dal 19 al 21 giugno, la capitale degli Alpini e di tutti gli Italiani che hanno nel cuore il Friuli. L’evento ha infatti assunto un significato storico e spirituale denso e speciale, poiché coincideva con il 50° anniversario del devastante Terremoto del Friuli del 1976, un momento terribile, che nessuno ha mai dimenticato.

I terribili 58 secondi in cui “l’Orcolat” distrusse il nord del Friuli, radendo al suolo paesi, ma anche città come Gemona, Maiano, Osoppo, Venzone e altre realtà ancora, segnarono un cambiamento epocale e posero all’attenzione dell’Italia intera la tempra dei Friulani, gente che si mise subito all’opera assieme alle Forze Armate e alle Forze dell’Ordine, oltre che agli Alpini della “JULIA” (che persero 29 dei loro Fratelli con il crollo della Caserma “GOI – PANTANALI” ma che subito cominciarono a fare di tutto per dare una mano) e all’Associazione Nazionale Alpini, assieme alle altre associazioni e a tanti civili.

Come ebbe a dire Gianni Rodari su “PAESE SERA” l’8 maggio “non si vede nessuno piangere il secondo giorno dopo il terremoto.”

L’associazione Nazionale Alpini si mise in moto il 20 maggio 1976, nella sede ANA di Gorizia, dove il coordinamento dei Presidenti di Sezione assieme all’allora Presidente Nazionale Bertagnolli diedero il via agli 11 cantieri di lavoro, dove la presenza di tante Penne nere cementificò – in tutti i sensi – ancor di più l’unione tra gli Alpini e il Friuli Venezia Giulia.

Un punto d’onore per gli Alpini, a riconoscimento del loro senso del dovere e della loro affidabilità e onestà: Il Congresso degli Stati Uniti d’America contribuirono generosamente con assistenza subito dopo le prime scosse anche con una grossa somma di denaro alla ricostruzione del Friuli e fornirono tende da campo, mezzi ed attrezzature proprio direttamente nelle mani dell’Associazione Nazionale degli Alpini.

Le cerimonie, temutasi a Gemona del Friuli dal 19 al 21 giugno, ha visto alternarsi momenti commoventi a momenti solenni, con incontri, messe solenni e tanti, tanti Veci che sono ritornati nei luoghi dove 50 anni diedero tutto e anche di più per aiutare i “Fradis Furlans”.

Tre giorni culminati con la sfilata di domenica, dove hanno marciato impettitamente e con orgoglio migliaia e migliaia di Alpini “Veci e Bocia”, che sono stati inondati dall’affetto e dalla commozione dei Gemonesi, e non solo, di ogni età, che hanno dato il cuore per ringraziare chi, nell’ ora più buia, ha preso il Cappello Alpino ed è partito per ricostruire tutto, da zero, con Dovere e Sacrificio!  

Particolare importanza il passaggio davanti al Labaro Nazionale dell’ Ana, con le sue 216 Medaglie d’oro, con il saluto alle autorità presenti, tra le quali a sorpresa e molto gradita è arrivata il Primo Ministro On. Giorgia Meloni, assieme al Presidente Nazionale ANA Sebastiano Favero e alle massime autorità civili e militari.

Un grande abbraccio a tutti i “Fradis Furlans”, e ci si ricordi sempre che, quando serve, in pace e in guerra, gli Alpini ci sono e ci saranno SEMPRE!