La Fiaccola Alpina della Fraternità ha vinto il virus a la paura e, rispettando tutte le prescrizioni ha portato il suo fuoco dal Sacrario di Timau fino a quello di Oslavia il 1°novembre per raggiungere Redipuglia il 4 novembre.
Un’ edizione questa 64° svolta, fra le molte difficoltà della vigilia, in tono minore per la forzata assenza del pubblico e per alcune rinunce, ma forse per questo più sentita da organizzatori e partecipanti.
La fiaccola ha raggiunto nel suo diramarsi tutti luoghi sacri della regione aggiungendo una nuova tappa nella caserma Feruglio di Venzone sede del comando dell’8° reggimento alpini.

Coronavirus: per questo molti momenti coinvolgenti, come le messe a Timau ed a Oslavia o la corsa sempre suggestiva dei tedofori che, partendo dal Parco della Rimembranza e passando lungo il Corso Italia arrivava al Sacrario di Oslavia, sono state cancellate, ma la fiamma della Fiaccola ha fatto comunque il suo dovere che quest’anno vale doppio.
Se da un lato accedendo i vari lumi nei luoghi dove si ricordano milioni di ragazzi morti in battaglia tiene viva la memoria (“per non dimenticare”), dall’altro la stessa fiamma indica la via della speranza e sprona a non mollare mai, come tutto il mondo sta dimostrando di fare in questo periodo storico, anche a costo di enormi sacrifici.

foto Bumbarca – Marega / Gruppo Ana 8° Reggimento Alpini