A Cargnacco, a 77 anni da quel terribile inverno che vide nella giornata del 26 gennaio i resti del Corpo d’Armata Italiano liberarsi dalla morsa delle truppe sovietiche nella battaglia di Nikolajewka.

Una cerimonia partecipata non solo da alpini con una chiesa stracolma per la S. Messa celebrata dall’Arcivescovo di Udine. Il rito dall’alzabandiera che grazie alla voce rievocativa diffusa in un piazzale gremito di labari, stendardi e gagliardetti affluiti sulle note della fanfara della Julia ha suscitato come ogni volta commozione.

Ancora nel rispetto del ricordo e del sacrificio di uomini che non amavano la guerra, il tutto in una coralità di cerimonie e testimonianze che si tengono in altre terre alpine che, come il Friuli, hanno visto la loro gioventù inghiottita dai vortici di quella disastrosa avventura.