Il 17 novembre 2025 è una data che nessuno dimenticherà facilmente a Versa, piccolo centro della provincia di Gorizia compreso nel Comune di Romans d’Isonzo. Nella notte e nelle prime ore del mattino una pioggia incessante, violenta e fuori da ogni previsione stagionale ha colpito il territorio a nord di Versa, trasformando i piccoli fiumi locali in torrenti impetuosi. In poche ore l’acqua ha superato gli argini, invadendo strade, case, cortili. L’alluvione ha colpito il paese con una rapidità che ha lasciato poco spazio alla reazione: il livello dell’acqua è salito fino a rendere inevitabile l’evacuazione dell’abitato.
In quelle ore concitate, mentre i Vigili del fuoco e le forze dell’ordine organizzavano l’uscita in sicurezza dei residenti, anche gli Alpini del locale gruppo “Aldo Barnaba” di Romans d’Isonzo hanno partecipato sin da subito alle attività di supporto. Essere disponibili, mettendo a disposizione tutto il possibile, collaborare con le autorità e supportare le popolazione: queste le parole d’ordine che hanno caratterizzato il loro silenzioso lavoro. Preparare qualcosa di caldo per chi sta lavorando allo sfollamento, aiutare ad allestire il punto di raccolta degli sfollati presso la palestra comunale di Romans d’Isonzo anche fornendo attrezzature, dare un passaggio agli sfollati per raggiungere il punto di raccolta o anche solo esserci per chi ha vissuto quel tragico momento ed ha bisogno di parlare e di essere ascoltato: questo e molto altro hanno fatto gli Alpini quel giorno, mettendosi a disposizione per esserci quando serve dove serve. Non era solo un intervento operativo: era la dimostrazione concreta di un legame profondo con il territorio e con la sua gente.

Quando, il giorno successivo, l’acqua si è ritirata lasciando dietro di sé uno strato spesso di fango, detriti e oggetti distrutti, l’emergenza non era affatto finita. Anzi, per molti versi era appena iniziata. Versa si è risvegliata ferita, con strade impraticabili, abitazioni danneggiate e attività economiche in ginocchio. In quel momento è scattata una straordinaria mobilitazione solidale: volontari provenienti da tutta la regione hanno raggiunto il paese per aiutare a spalare, pulire, ripristinare.
Ancora una volta, gli Alpini di Romans sono stati in prima linea. Hanno continuato il supporto logistico con le attrezzature, hanno offerto caffè e the caldi, sono stati disponibili con la loro presenza, per permettere ai volontari che arrivavano di svolgere al meglio le attività di rispristino, con la consapevolezza che ogni metro quadrato ripulito era un passo verso il ritorno alla normalità. «Non potevamo fare altro che esserci», racconta uno di loro.

La solidarietà, però, non si è fermata ai confini del paese alluvionato: il gruppo Alpini di Romans d’Isonzo ha deciso di dedicare tutte le proprie attività dei mesi successivi a un obiettivo preciso: raccogliere fondi per sostenere gli abitanti di Versa nel difficile percorso di ricostruzione. Una scelta nata quasi spontaneamente, come naturale prosecuzione di quell’aiuto concreto che aveva caratterizzato le settimane dell’emergenza.
Il primo appuntamento è stato il 13 dicembre 2025, in occasione dello spettacolo dei Krampus in piazza. Tra le maschere, i campanacci e l’atmosfera suggestiva della sera invernale, gli Alpini di Romans d’Isonzo hanno allestito un chiosco, trasformandolo in un punto di ritrovo e, allo stesso tempo, in uno strumento di solidarietà. Vin brulè, the, panettone e sorrisi: dietro ogni consumazione c’era un gesto concreto di aiuto per Versa. La risposta della comunità è stata immediata e calorosa, segno di quanto l’alluvione avesse colpito non solo un paese, ma un intero territorio.
Il secondo momento fondamentale si è svolto il 21 dicembre con la tradizionale festa del “Natale alpino”. Un appuntamento che, come ogni anno, ha riunito Alpini, associazioni locali, amici e parenti in un clima di convivialità e condivisione. Quest’anno, però, il significato era ancora più profondo. Tra un brindisi e un canto, il pensiero è andato spesso a Versa, alle famiglie che si preparavano ad affrontare un Natale diverso dal solito, segnato dai danni e dalle difficoltà. Anche in questa occasione, l’intero ricavato è stato destinato alla raccolta fondi, trasformando una festa in un abbraccio collettivo.
Il percorso solidale si è concluso il 5 gennaio 2026 con il tradizionale “Pan e Vin”, organizzato assieme all’Associazione “Scussons”, agli amici volontari della Protezione civile locale e alle amiche che, ogni anno, supportano la riuscita della manifestazione. Il falò, acceso come simbolo di buon auspicio per l’anno nuovo, ha assunto un significato particolare: il fuoco che brucia il vecchio e illumina il futuro, proprio come la speranza di rinascita per Versa. Attorno al falò si sono ritrovate generazioni diverse, unite dal desiderio di fare qualcosa di concreto per chi era stato colpito dall’alluvione.

Il bilancio finale delle tre manifestazioni parla chiaro: 2.000 euro raccolti e devoluti interamente agli abitanti di Versa, attraverso il conto a ciò dedicato aperto dal Comune di Romans d’Isonzo. Una cifra che, da sola, non può certo risarcire i danni subiti, ma che rappresenta molto di più in termini di vicinanza, attenzione e sostegno morale. È la prova che la solidarietà, quando è organizzata e condivisa, può diventare una forza capace di alleviare anche le ferite più profonde.
In un’epoca spesso segnata da divisioni e individualismi, la vicenda di Versa racconta un’altra storia: quella di comunità che si aiutano, di volontari che non voltano lo sguardo, di feste che diventano occasioni di solidarietà concreta. È una lezione che va oltre l’emergenza e che parla a tutti. Perché, come hanno dimostrato gli Alpini, la vera forza di un paese non sta solo nelle sue case o nelle sue strade, ma nelle persone che, nei momenti più difficili, scelgono di stringersi insieme e andare avanti.

Oggi Versa è ancora impegnata nel suo percorso di ricostruzione. Molte ferite sono state rimarginate, altre richiederanno tempo e risorse. Ma ciò che resta, indelebile, è il ricordo di quei giorni in cui il fango sembrava aver sommerso tutto e in cui, invece, è emersa con forza la parte migliore di un territorio.