
Giada Cargnelutti la scorsa estate ha partecipato al campo scuola di Tramonti di Sopra, al termine del quale è stata iscritta d’ufficio al nostro Gruppo essendo residente a Grado.
La sua prima uscita con noi è stata il primo novembre, in occasione dell’arrivo a Grado e a Fossalon della Fiaccola Alpina e della tradizionale castagnata che per l’occasione il Gruppo di Fossalon di Grado offre ai presenti, durante la quale ha avuto modo di conoscere dal vivo il mondo degli Alpini e di come sono capaci di lavorare in maniera affiatata e organizzata, ben integrandosi nel nostro Gruppo. Ho voluto chiederle allora di raccontare quali sono state le emozioni e sensazioni che ha provato nelle due settimane di attività al campo scuola di Tramonti di Sopra, durante il quale ha conseguito il grado di Caposquadra, e quello che mi ha colpito è stato che lei ha descritto perfettamente quello che è successo a noi che abbiamo svolto il servizio militare di leva e cioè l’affiatamento, l’unione e la capacità di sostenerci a vicenda ed il fatto che, citando Gaia, “a distanza di mesi, quelle persone fanno ancora parte della mia vita, segno che ciò che abbiamo condiviso è stato autentico e profondo”. Ecco, questo è quello che succede agli Alpini e che li spinge ha ritrovarsi annualmente nelle loro Adunate Nazionali.
IL PENSIERO DI GIADA
Sono capitata quasi per caso sulla pagina internet del campo scuola alpini. Stavo cercando un’esperienza estiva per giovani adulti che fosse formativa, ma non noiosa, qualcosa di diverso dal solito. Non ho parenti né amici che abbiano fatto parte di questa realtà e, proprio per questo, non avevo idea di cosa avrei potuto provare partecipando a un campo scuola A.N.A..
Quello che ho vissuto, però, è andato ben oltre ogni mia aspettativa, trasformandosi in un’esperienza indimenticabile e preziosa.
In sole due settimane ho imparato moltissimo, in ambiti e situazioni che, a mio parere, difficilmente una persona ha modo di sperimentare nella vita quotidiana se non attraverso percorsi specifici o corsi avanzati. Ogni giornata era organizzata nei minimi dettagli, intensa e completa dall’inizio alla fine: lezioni teoriche alternate ad attività pratiche, una notte in tenda, l’arrampicata su roccia, le esercitazioni con gli estintori e molte altre esperienze che ci hanno messo alla prova, sempre in sicurezza.
Disciplina, divertimento, ascolto e lavoro di squadra sono le parole che meglio descrivono questo percorso. Sono stati i valori che ci hanno guidato ogni giorno e che ho imparato ad apprezzare davvero.
Se il campo in sé è stato straordinario, ciò che ha reso ancora più speciale la mia esperienza al campo di Tramonti di Sopra è stato il gruppo: affiatato, unito, capace di sostenersi a vicenda. A distanza di mesi, quelle persone fanno ancora parta della mia vita, segno che ciò che abbiamo condiviso è stato autentico e profondo.
Consiglio questa esperienza a tutti i ragazzi, davvero tutti, non solo a chi è interessato al mondo militare o alpino o a chi ha parenti che ne fanno parte. Le competenze che ho acquisito, le persone che ho conosciuto e le testimonianze che abbiamo ascoltato hanno cambiato il mio modo di vedere molte cose. Sono insegnamenti e capacità fondamentali che, secondo me, ogni giovane dovrebbe avere l’opportunità di vivere.


