Col. TAVONI Gaetano
Nasce a Vignola (MO) nel 1889. Interrompe gli studi a 17 anni per arruolarsi volontario nei bersaglieri. Ammesso poi all’Accademia Militare di Modena diventa sottotenente nel 1911.
Con il 10° reggimento bersaglieri partecipa alla Prima Guerra Mondiale e viene ferito sul Pal Piccolo nel marzo 1916. Si merita la Medaglia d’Argento al Valor Militare. Rinuncia all’assegnazione al servizio sedentario e chiede di ritornare al fronte e raggiunge il suo reggimento in Albania.
Nel 1919 con il grado di Maggiore viene destinato al neo costituito 9° Reggimento Alpini di stanza a Gorizia che diventa la sua città di adozione dove vivrà con la moglie Lina e la figlia Carla.
Nel 1928 per tre anni viene assegnato al comando della 3^ Brigata Alpina per ritornare al 9° Reggimento, assumerne il comando nel 1939 e partire con la divisione Julia per l’Albania. Per un breve periodo (dall’8 agosto al 21 settembre 1940) assume il comando della Divisione in attesa dell’avvicendamento dei comandanti.
Il 28 ottobre 1940 inizia la campagna di Grecia: sotto il suo comando il 9° reggimento si distingue sullo Smolika e poi sulle selle di Cristobasileus e S. Attanasio.
E’ un comandante nato, sempre in testa ad incitare i suoi uomini:
Così Il Ten. Lino Moroni del 3°nel suo Tasi e Tira: “…La sera del 29 ottobre fummo costretti a fermarci sulle pendici della montagna, ai piedi della quale scorre iil Sarandaporos in piena. Il col Tavoni, dall’alto di uno spiazzo, guardava con preoccupazione l’acqua vorticosa del fiume che, tumultuosa, trascinava ogni cosa. Quando una raffica di mitragliatrice sibilò alta sopra le nostre teste; istintivamente io e il veterinario Arrigoni, ci buttammo a terra distesi, appiattiti. Il Colonello ritto con il binocolo in mano disse: Ragazzi un po’ di dignità, che diamine! Sappiate che la pallottola giusta verrà a beccarci senza farsi sentire…”
E ancora: “…il 30 dicembre, quando sul Malj Topojanit quei dannati greci attaccarono ancora prima dell’alba e ci sorpresero tutti in tenda con le scarpe tolte e ce li trovammo fra i piedi che sparavano da matti in una confusione terribile, un’ondata di panico aveva sommerso gli alpini e si stavano tirando indietro sgomenti, alla ricerca di un nuovo caposaldo dove arroccarsi, di una voce decisa che li rincuorasse ed ecco allora la voce energica del Comandante Tavoni, fermo sul sentiero con le braccia aperte per accoglierci tutti, radunandoli attorno a sé, indicando le nuove postazioni da occupare, gridando, supplicando: Fermatevi, fermatevi! Fermiamoci qui! Non un passo di più! E ci fermammo tutti a sparare…”
L’8 gennaio 1941 nella fase di ripiegamento della Julia viene ferito al capo e ad una gamba sul Mali Topojanit. Muore il 16 marzo all’ospedale militare del Celio assistito dalla moglie. Gli viene conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.
Gli è intitolata la Sezione ANA di Palmanova e quella di Modena.
Nel 2004 la figlia Carla Tavoni dona il cappello del padre agli Alpini di Gorizia affinchè venga esposto nel museo Provinciale di Borgo Castello.
