Giobatta FOSCHIATTI
Nasce a Nimis (UD) il 10 dicembre 1915.
Dopo aver conseguito l’abilitazione al Liceo Artistico di Venezia, si stabilisce a Gorizia dove si dedica all’insegnamento nelle scuole medie e superiori: è un artista che lascerà i segni nelle sue opere pittoriche in un arco di tempo di cinquantacinque anni. La sua prima opera è datata 1933 e l’ultima 1988. In questo lasso di tempo gli avvenimenti privati, la ricerca continua e profonda della verità nell’espressione delle sue tele, il raggiungimento di un linguaggio personale, gli consentono di affermarsi con una variegata produzione artistica.
Chiamato alle armi svolge il servizio di leva nel 3° Reggimento Artiglieria Alpina con il quale partecipa alla campagna di Russia.
Ricorda che è grazie “…alla magnanimità dei russi, che si sono privati del poco che erano riusciti a salvare dai saccheggi dei tedeschi, se oggi sono qui a raccontare questi episodi e a ricordare i mille che sono indelebilmente scolpiti nella mia mente, nel profondo del mio animo e che nessuno riuscirà a portare in superficie perché troppo dolorosi”.
Subisce ”… il congelamento di secondo grado alterato delle gambe. I miei compagni mi portarono in salvo. Arrivammo a Brest Litosk e da lì con un treno ospedale raggiunsi Vienna e quindi l’ospedale di Lecco dove rimasi e fui curato per due mesi”.
Della dolorosa esperienza restano alcuni significativi disegni che ritraggono gruppi di prigionieri russi resi con sentita partecipazione emotiva,.
Agli orrori della guerra, cerca rimedio negli anni successivi in una ritrovata voglia di vivere che si realizza in molte esposizioni, insieme ad altri pittori, in una Gorizia dove la vita culturale è in fermento. In questo contesto nasce l’Associazione Provinciale Artisti Isontini di cui il Foschiatti è segretario per ben dieci anni, dando all’associazione risonanza nazionale ed internazionale.
Ritornato in Friuli, matura diverse esperienze: fonda un “Cineforum” ed un Circolo fotografico ma con scarso successo. Partecipa alla vita politica friulana con tante le battaglie in campo civile e sociale.
Ha viaggiato molto, dall’Inghilterra alla Cina, dalla Scandinavia all’Egitto e all’Asia Centrale: paesi da dove riporta profonde impressioni lasciate nel segno delle sue opere.
Muore a Feletto Umberto (UD) il 17 maggio 1989.
