Col. Gastone MARIZZA

Presidente dal 1995 al 2001

Nato a San Lorenzo nel 1937 frequenta il Liceo Classico di Gorizia e conseguita la maturità decide di intraprendere la carriera militare nel Corpo degli Alpini. Nominato Sottotenente viene assegnato al Btg. “L’Aquila” dell’8° Reggimento e subito dopo all’8a Compagnia Mortai da 107. Vi rimane per quattro anni e con l’ennesima ristrutturazione delle Forze Armate, diventa effettivo al Btg. “Tolmezzo” a Venzone.
Nel 1966 viene ammesso al 16° Corso piloti di elicotteri e, conseguito il brevetto dopo un anno di permanenza nel reparto di volo del IV C.A. di Bolzano, arriva a Belluno dove si sta costituendo il nucleo elicotteristi della “Cadore”. Vi rimane per vent’anni indimenticabili, realizzando 4000 ore di volo. Tra i ricordi più significativi a parte i soccorsi in montagna, gli rimane la triste esperienza del terremoto in Friuli del 1976. Nel 1987 chiede il trasferimento, quale pilota, a Udine nella “Julia”. Viene “accontentato” e come premio per la lunga militanza dei reparti del IV Corpo, “passa in Cavalleria” a Palmanova. Nella Brigata “Pozzuolo del Friuli” dopo il primo e duro impatto, si inserisce e familiarizza con il nuovo ambiente, conoscendo gente nuova, tradizioni diverse e si rende conto che la Cavalleria è una splendida Arma.
Collocato in congedo a domanda, passa “effettivo” all’ANA. Diventa Capogruppo di San Lorenzo Isontino, Consigliere Sezionale e nel 1995 prende le consegne dal Gen. Sergio MENEGUZZO, diventando Presidente della Sezione di Gorizia, carica che mantiene fino al 2001.
Ci lascia nel 2010 e riportiamo quanto di lui ricorda l’alpino Bruno Pizzul su “Sotto il Castello”:
“…quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo hanno potuto apprezzare lo spirito di convivialità, la molteplicità di interessi, l’attaccamento alle radici e alla friulanità. Era anche un formidabile corridore…coltivò sempre la passione per l’arte, perfezionando un proprio personale stile che si potrebbe definire naif colto, di cui ha lasciato traccia in numerose mostre personali. Tornato nella casa natia, assieme alla moglie Nives e al figlio Francesco, si è rituffato appieno nella vita paesana, diventando una sorta di coscienza critica e ironica delle vicende locali, con delle spiritose ed efficaci vignette sui personaggi locali…Di lui piace ricordare l’arguzia e il senso dell’amicizia, sempre aperto al sorriso, la naturale disposizione alla solidarietà e a dare una mano quando occorreva. Senza di lui ci sentiamo inevitabilmente più soli, ma ci conforta il ricordo di un compagno di vita, il patrimonio di esperienze comuni maturate fi dai lontani anni del liceo a Gorizia…”