Col. SIGNORINI Paolo
Nato il 14 maggio 1896 a Casale Monferrato (Al). Termina gli studi superiori nel 1914, partecipa al corso Allievi Ufficiali , viene nominato sottotenente nel maggio 1915 ed entra nel 4° Reggimento Alpini, Battaglione Intra con il quale va al Fronte. Si merita subito una Croce di Guerra sul Monte Nero nel luglio 1915 e nel 1916 è nel settore del Monte Pasubio con il Battaglione Monte Levanna dove viene ferito durante le azioni che portano gli Alpini alla riconquista della Val Caprara. Dal settembre 1917 con il grado di Primo Capitano al comando del Battaglione “Monte Granero” combatte sul monte Tomba nel settore del Monte Grappa
Nel luglio 1926 giunge a Gorizia al 9° Reggimento alpini. Gorizia diventa la sua città di adozione dove mette su casa e famiglia, famiglia che continuerà ad abitare in città anche dopo la guerra. Appassionato sportivo della montagna lo vediamo istruttore per l’addestramento individuale e di reparto (si merita un encomio dall’Ispettorato delle Truppe Alpine nel ’28), nel 1934 è Aiutante Maggiore della Scuola Militare di Alpinismo d’Aosta.
Nel 1935 viene costituito il battaglione “L’Aquila” e Signorini, promosso Maggiore, ne diviene il primo comandante. Sale al grado di Tenente Colonello nel luglio del ’39 e nell’ ottobre del ’40 raggiunge la Julia in Albania dove, dopo la dichiarazione di guerra, prende il comando di un gruppo di battaglioni alpini “Gruppo Alpini Signorini “che si segnala in particolare sul Ponte di Perati e nella fase decisiva delle operazioni contro la Grecia meritandosi una Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Rimpatriato col grado di Colonello per meriti di Guerra, assume il comando del 6° Reggimento della Divisione “Tridentina” e nel luglio 1942 parte per il fronte russo. Conduce i suoi Alpini durante il ripiegamento sempre nelle colonne di testa della Tridentina che impegnano il Reggimento in continui scontri e battaglie fino a quella decisiva di Nikolayewka del 26 febbraio 1943. Viene colto da un infarto il 1° febbraio quando, oramai uscito dalla sacca, si rende conto che il “suo Sesto” è ridotto a poco più di un manipolo di uomini.
Dapprima viene sepolto a Karkov ma ora riposa nel Tempio di Cargnacco. Alla memoria gli viene conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
A Casale Monferrato, città natale, nel 1970 gli viene intitolata un’aula dell’Istituto Leardi, dove si era diplomato, e così una piazza nel 1999. Sempre a Casale viene costruito nel 1988 un centro per diversamente abili che porta il suo nome.
