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MEDAGLIA D'ORO PIERO COLOBINI

Piero Colobini - Medaglia d'oro al V.M. alla memoria
Comandante di un plotone di fucilieri, malgrado le forti perdite, guidava il reparto all'attacco di una munita posizione con indomito spirito aggressivo. Giunto in prossimità delle posizioni nemiche, preparava i suoi uomini all'assalto finale e invitandoli a serrarsi intorno a lui si slanciava avanti per un ultimo balzo. Davanti ai reticolati intatti , nell'ordinare ai suoi Alpini di svellerne i picchetti con le mani, dandone l'esempio, rimaneva gravemente ferito una prima volta. Si aggrappava allora ai reticolati e, continuando ad incitare i suoi uomini, lanciava invettive contro il nemico riparato nelle trincee, invitandolo a combattere all'aperto, finché ferito una seconda volta mortalmente, riusciva a gridare all'avversario che la vittoria era ormai dei suoi Alpini.
Mali Spadarit (fronte greco) - 10 Marzo 1941


Croce di guerra al V.M., sul campo.
Comandante di plotone fucilieri, alla testa del proprio reparto si lanciava al contrattacco di importante posizione nemica e, malgrado la violenta reazione, la rioccupava, catturando alcune armi.
Vendrescia (fronte greco) - 13 Febbraio 1941

 

Cenni biografici
Nato a Gorizia il 14 Febbraio 1914, Piero Colobini vi conseguì il diploma di ragioniere per iscriversi poi alla facoltà di Scienze Economiche e Commerciali dell'Ateneo di Trieste.
All'inizio della guerra lasciò il lavoro e troncò gli studi per accorrere alle armi. Nel 1939 frequentò il Corso Allievi Ufficiali di Completamento a Bassano del Grappa. Ne uscì sottotenente e, fresco di nomina, fu inviato sul fronte occidentale con il Btg. "Feltre" del 7° Alpini, divisione "Pusteria". A fine novembre 1940 fu inviato sul fronte greco-albanese mentre era in corso l'operazione di ripiegamento e di contenimento della pressione nemica. Cadde in una nebbiosa mattina che preannunciava lo sgelo, il 10 Marzo del '41, sullo Spadarit, chiave di volta di molte situazioni difficili. A pochi metri dalla vetta, difesa da tre ordini di reticolati da un nemico ben trincerato e deciso, aprì ad altri la via della conquista. I suoi resti mortali riposano nel Sacrario Militare del Cimitero di Gorizia, dal Maggio 1962.



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