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Medaglia d'oro Luciano Zani

LUCIANO ZANI
Medaglia d'oro al V.M.
Comandante di Compagnia alpina sul fronte del Don, organizzava e dirigeva personalmente aridete azioni di pattuglia e colpi di mano, distinguendosi per cosciente audacia e spiccata capacità di comando. In tragica fase di ripiegamento, indomito animatore di epiche lotte, sosteneva con successo nove sanguinosi combattimenti di avanguardia contro preponderanti forze che sgominava aprendo, con gravi sacrifici, un varco alla sua colonna. Nel corso di successivi, cruenti combattimenti, caduti tutti i suoi ufficiali, ferito gravemente alle gambe, continuava impavido a dirigere l'azione del suo reparto. Fertio una seconda volta, rimaneva al suo posto persistendo in lotta tenace. Quasi esausto, rimasto isolato con pochi valorosi superstiti feriti, privo ormai di munizioni e viveri, non si dava per vinto e, tra stenti inauditi, benché pressato dal nemico incalzante, proseguiva nella tormentata marcia riuscendo dopo inenarrabili sacrifici sostenuti con stoica fermezza, a congiungersi a basi arretrate. Chiaro esempio di preclare virtù militari.
Fronte russo, Novembre 1942 - Febbraio 1943

BATTAGLIA DI NIKOLAJEWKA
Commemorazione – Desenzano del Garda 24 gennaio 1965

Sono passati 22 anni da quelle tremende giornate nelle quali, attanagliati dal freddo e dalla fame, con scarse munizioni, incalzati dal nemico reso baldanzoso dalla sensazione dello sfacelo delle armate tedesche che si ritiravano in disordine, chiusi in una sacca dalla quale non sapevano come sarebbero usciti, i magnifici soldati del Corpo d’Armata Alpino seppero scrivere, nelle gelide steppe della pianura russa, una delle più belle pagine della loro storia, seppero aggiungere un’altra magnifica gemma a quelle di cui è costellata la loro storia di montanari, di indomiti figli di quelle vallate che li avevano cresciuti.
La parola d’ordine era una sola: RESISTERE! Il comando ricevuto era quello di uscire dalla sacca e forzare lo sbarramento nemico per dar modo alle armate che si ritiravano di aprirsi la strada verso la salvezza – verso la Patria. E voi, magnifici artiglieri – magnifici alpini, non adusi alle guerre di pianura, non adusi alle ritirate, avete saputo resistere, avete saputo obbedire e siete caduti abbracciati agli affusti dei vostri cannoni oramai resi inutili per mancanza di munizioni, siete caduti abbracciati alle vostre mitragliatrici dopo aver sparato sino all’ultimo colpo con negli occhi la visione delle vostre case abbarbicate alle pendici dei nostri monti, delle vostre mamme che non vi avrebbero più veduto, ma con l’animo sereno e con la coscienza di aver dato tutto voi stessi per la patria e per quella penna che avete sempre sognato fino da giovinetti.
26 gennaio 1943: la Tridentina comandata dall’indomito Generale Luigi REVERBERI, iniziava la battaglia di NIKOLAJEWKA che si concludeva nello stesso giorno con la conquista della piazza ad opera della 255^ Compagnia del Battaglione Val Chiese del 6° Reggimento Alpini dell’eroico Colonnello Paolo SIGNORINI.
Era la mia Compagnia, la 255^ del Val Chiese ed io vedo ancora, miei eroici Alpini, vi ho veduti cadere ad uno ad uno intorno a me, vi vedo ancora quando gravemente ferito non voleste abbandonarmi, ma a prezzo del vostro sangue generoso mi portaste con voi – superato lo sbarramento nemico – durante gli altri lunghi tormentosi e tormentati giorni che impiegammo per raggiungere CARKOW, base arretrata.
Ti vedo ancora eroico Colonnello Paolo SIGNORINI che non sapesti resistere allo strazio della visione dei tuoi Alpini morti senza preghiera e senza pietà.
Ti vedo ancora mio buon Tenente Gino FERRONI che ricevuto da me, dopo un’abbraccio, l’ordine di sparare con le tue mitragliatrici sino all’ultimo colpo, per darci modo di ritirarci dalla piazza di NIKOLAJEWKA, cadesti con i tuoi serventi abbarbicato alle tue armi dopo aver fermato le orde nemiche.
Sono passati 22 anni, ma il ricordo di quei giorni è ancora vivo nella mia memoria, è ancora vivo il ricordo dei miei Alpini che, senza speranza e con la sola visione della morte hanno saputo sacrificarsi scrivendo una delle più belle pagine della nostra storia, della storia dei figli della montagna, una di quelle pagine che lo stesso nemico, nel suo bollettino di guerra n. 630 dell’ 8 febbraio 1943, non ha potuto fare a meno di riconoscere, scrivendo: “SOLTANTO IL CORPO D’ARMATA ALPINO ITALIANO DEVE RITENERSI IMBATTUTO SUL SUOLO DI RUSSIA”.
Ecco perché noi rievochiamo ogni anno l’anniversario di quella battaglia, non per sfoggio di inutile retorica, ma perché le nuove generazioni, e soprattutto voi figli di Alpini, sappiate di che cosa sono stati capaci i vostri padri, sappiate per quale cammino tremendo e glorioso è passato l’uomo di oggi.
Siano quelle gesta di insegnamento e di monito all’uomo di domani, il quale volgendosi indietro stupirà del martirio e sarà illuminato della tua luce gloriosa e combattente dell’ 8^ Armata!!!
OH voi Generali MARTINAT – REVERBERI – RICAGNO, OH voi Colonnelli SIGNORINI – ADAMI – CALBO, e tu Capitano FRUGONI, tu Libero VINCO e voi Ufficiali TUTTI, voi Alpini della JULIA, della CUNEENSE, della TRIDENTINA, voi Artiglieri Alpini che non siete tornati dalle gelide bianche distese, voi non siete morti perché se là sono rimasti i vostri corpi, voi siete qui presenti fra noi, sento che i vostri spiriti aleggiano sopra le nostre teste, voi siete qui per ammonirci a tener sempre alta la fiamma che ardeva nei vostri cuori, siete qui per dire ai vostri figli che al di sopra di tutto e di tutti sta la PATRIA, sta l’indomita fierezza di portare quella penna che non conosce sconfitte come lo attestano le 209 Medaglie d’Oro al Valor Militare che brillano sul Labaro Nazionale della nostra Associazione d’Arma.
La giornata della battaglia di NIKOLAJEWKA, così ricca di gloria e di fulgidi eroismi, ha insegnato che la potenza delle armi può essere sempre superata dalla volontà di uomini che per vincere siano preparati spiritualmente anche al sacrificio supremo – di uomini che per la PATRIA sappiano gettare la loro anima al di là dell’ostacolo come gli antichi cavalieri – come gli Alpini nella squallida steppa russa.
Il mio ringraziamento alle autorità presenti, ai reduci tutti che qui ci onorano ed a coloro che con tanta passione e devozione hanno saputo organizzare questa solenne e significativa celebrazione a maggiore e perenne gloria dei vivi e dei morti.


(Med. d’Oro V.M. – Luciano ZANI)


Medaglia d'argento al V.M.
Comandante degli espoloratori di una Compagnia di Fucilieri, dava prova di molta audacia, durante un'azione cruenta protrattasi per diverse ore sotto l'imperversare del fuoco nemico. Affrontava e guidava con spirito aggressivo forze preponderanti per numero e mezzi.
Fronte russo - Quota 194 di Bolschoj - 1° Settembre 1942


Cenni biografici:
Nato a Cormòns (GO) il 13 dicembre 1907, deceduto a Milano il 13 maggio 1992, da famiglia ascritta a patriziato veneto, Luciano Zani assommò in sé cultura e capacità di comando da "gentiluomo d'altri tempi". Laureato in Scienze Economiche e Commerciali all'Università di Trieste, libero professionista a Milano, conobbe e frequentò molti artisti d'avanguardia. Resse per dodici anni, fino alla morte, l'Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo. Accademico di Roccia, Azzurro di sci. La guerra lo vide impegnato i primi tre anni sul fronte Greco-Albanese prima, sul fronte russo sul Don poi, sempre con il Battaglione “Val Chiese”, Comandante della 255^ Compagnia, del 6° Reggimento Alpini della Divisione Tridentina, dove si meritò la massima ricompensa. Dal 1951, quando dopo la guerra venne ricostituito il Gruppo Alpini di Cormons, è stato per diversi anni Socio del Gruppo, poi si è trasferito a Milano. Il curriculum vitae di questo nostro personaggio illustre è pieno di attività ed incarichi tenuti nell’arco della sua vita lavorativa:
- dal 1932 al 45: è stato Funzionario della Unione Industriali della Provincia di Trieste della Confederazione degli Industriali di Roma.
- E’ stato membro del Collegio Sindacale di varie Società importanti.
- Liquidatore di Imprese private.
- Conciliatore onorario presso l’Ufficio di Conciliazione di Trieste.
- dal 1945 al 46: è stato Commissario Prefettizio della S.p.A. Macelli e Frigoriferi di Gavazzano (MI).
 - dal 1946 al 49: Direttore amministrativo e Consigliere della “AMETCO Ltd.” African & Middle East Trading Company – Zurigo-Milano – Società per l’esportazione.
- 1949: Presidente Nazionale “Associazione nazionale tubercolotici di guerra e per cause di guerra” – Roma.
- 1950: Vice Presidente della Giunta Nazionale Consultiva con funzioni ispettive della Ass. Naz. TBC di guerra – Roma.
- dal 1950 al 1952: Membro del Consiglio Direttivo Nazionale dell’A.N.A. – Milano.
- 1954: Membro del Comitato di redazione della “Gazzetta Tributaria” – Legislazione, Giurisprudenza e Consulenza fiscale – Milano.
- 1954: Presidente del “Comitato Nazionale di Assistenza Clarisse” – Milano.
- 1956: Perfezionamento professionale con iscrizione all’Albo dei Dottori Commercialisti di Milano.
- 1963: Nomina a Revisore Ufficiale dei Conti – Decreto Ministeriale 5/1/1963.
- 1962-64: Presidente e Consigliere delegato di importante Società Immobiliare – Milano.
- dal 1950 al 71: è stato Sindaco Effettivo e Presidente di Collegi sindacali di diverse Società Commerciali ed Industriali a Milano e Roma.
Ricompense Militari ricevute: Medaglia d’Oro al Valor Militare d’Italia, Medaglia d’Argento al Valor Militare d’Italia, Croci di Guerra al merito, Due decorazioni tedesche sul campo.
Onorificenze, Titoli d’onore, Benemerenze ricevute: Insignito di varie onorificenze Cavalleresche Nazionali ed Estere, Titoli accademici d’onore, Membro Accademico di cultura, Incarichi e Socio onorario di Società ed Enti aventi carattere culturale, artistico, patriottico ed assistenziale, Presidente del Comitato esecutivo nazionale dei “Correspondantes Diplomatiques” – Organizzazione mondiale per la Cooperazione Diplomatica,  Qualifica di Accademico dell”Accademia diplomatica della pace – PAX MUNDI”.

Ora la salma del Cap. Luciano ZANI M.O.V.M. è “ritornata a baita” nella sua natia Cormons (GO) e riposa nel Cimitero Centrale.La cerimonia di tumulazione è avvenuta martedì 16 novembre 2010, con tutti gli onori militari resi da un picchetto della Brigata Alpina JULIA, con il Comandante in sede, Col. Romeo VICARIO. Presenti alla cerimonia il Prefetto di Gorizia dott. Maria Augusta MARROSU, il Sindaco di Cormons Luciano PATAT, il Consigliere Nazionale Giuliano Chiofalo in rappresentanza della sede nazionale, la sig. Gianna DREOSSI cugina di Zani, il Parroco di Cormons che ha impartito la benedizione. Presenti il Vessillo della Sezione di Gorizia con il Presidente Cisilin e il Gagliardetto di Cormons con il Capogruppo Iacuz. Presenti pure i Vessilli delle Sezioni di Palmanova e Udine con i rispettivi Presidenti Ronutti e Soravito de Franceschi. Molti i Gagliardetti dei Gruppi della Sezione presenti. Gli alpini della Sezione di Gorizia sono fieri di questo importante momento, reso possibile grazie alla disponibilità dei familiari che hanno concesso tutti i nulla osta necessari.

Un grandissimo BRAVO e tantissimi grazie ad Angelo Tonon per la sua disponibilità per la ricerca ed  il posizionamento del cippo di testa, in pregiato “ fior di pesco “ che orna il manufatto.



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Dr. Radut | alpini_gorizia