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Sezione di Gorizia - Riportati alla luce i luoghi delle prime battaglie dell’Isonzo a Fogliano Redipuglia

Riportati alla luce i luoghi delle prime battaglie dell’Isonzo a Fogliano Redipuglia grazie ad un progetto di Regione Fvg, Comune di Fogliano Redipuglia con l’ANA di Gorizia

 

Il progetto "Collegamenti 100 anni di Pace” ha permesso di risistemare le trincee della prima guerra mondiale esistenti tra Fogliano e Polazzo e la viabilità d'accesso realizzando un percorso tematico sui luoghi della Grande Guerra e del sito celtico del “Sass de San Belin”.

Si tratta dei luoghi che hanno visto lo svolgimento della I e II battaglia dell’Isonzo, ovvero l’assalto alle posizioni fortificate austro ungariche del primo ciglione carsico.

Il recupero dell’area
Un intervento da circa 50 mila euro, finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Fogliano Redipuglia ha permesso di sistemare le aree occupate da manufatti bellici lungo il primo ciglione carsico, nonché le strade di accesso con relative aree di sosta. In questo modo si è resa visitabile la trincea che da Polazzo si spinge in quota in direzione di Fogliano. La trincea corre quasi parallela alla vecchia strada e si interseca con questa nel punto di partenza del sentiero che conduce al "Sass de San Belin", rendendo così visitabile e più facilmente raggiungibile anche questo sito storico.
I luoghi risultavano invasi dalla vegetazione e necessitavano di un sostanziale intervento. Quindi si è provveduto al,la rimozione degli alberi esistenti, l'asporto del terreno e l'organizzazione degli spazi con un percorso pedonale. In questo modo si è realizzato un collegamento pedonale tra la fine dell’abitato di Fogliano, area denominata “Cornat”, l'area delle trincee e del "Sass de San Belin". Le opere stradali e di manutenzione straordinaria del verde ammontano, come detto, a 49mila euro, di cui circa 30mila finanziati dalla Regione e 19mila da fondi del Comune di Fogliano Redipuglia. In questi lavori è ricompresa anche la bonifica bellica, realizzata ad opera di una ditta specializzata per la ricerca e localizzazione terrestre di ordigni esplosivi fino a 1 metro di profondità. Il progetto si compone di diversi interventi. Si va dalla sistemazione del piazzale nella parte finale dell’abitato di Fogliano, raggiungibile in auto, alla realizzazione del percorso pedonale di collegamento tra il piazzale e le trincee, utilizzando il tracciato della vecchia strada, sino alla pulizia ed alla sistemazione di due trincee austroungariche al fine di permetterne la percorribilità. Ma anche la realizzazione di due camminamenti nelle due trincee, la sistemazione di fortificazioni per pezzi di artiglieria disposte regolarmente lungo le trincee e la predisposizione della necessaria cartellonistica.


Sono partners nel progetto l’ANA di Gorizia insieme anche all’associazione gli "Amici dell'Isonzo" di Gorizia,  l’ANMI, l'assocazione "L'Albero del Melogramma" e naturalmente la Pro Loco di Fogliano Redipuglia per il sostegno pubblicitario e la promozione del progetto.


L'intervento vuole dare la possibilità al turista di visitare uno dei maggiori itinerari della prima guerra mondiale, creando un'area di siti visitabili attraverso un percorso che collega la Dolina dei Bersaglieri a Redipuglia, la zona monumentale del Sacrario, la trincea del Cornat, a cui aggiungere anche siti storici come il Sass de San Belin e la chiesa di Santa Maria in Monte.

Le prime due battaglie dell’Isonzo tra Fogliano e Polazzo
L’obiettivo della prima battaglie dell’Isonzo fu quello di conquistare le alture carsiche fortemente difese dalle truppe avversarie.
Il X corpo d’armata doveva conquistare il Monte Cosich e il Monte Sei Busi. La brigata Siena passò il canale de Dottori attraverso sei ponticelli posti tra Fogliano e Redipuglia alle ore 7 del 23 Giugno. L’Ala sinistra dello schieramento alla ore 18 si attestò sulla quota 64 di Fogliano (chiesetta di Santa Maria in Monte), mentre la parte destra convergeva verso Polazzo attraverso la quota 89 (ora cima del Sacrario Militare), fortemente difesa dalla 60° Mezza Brigata della 93/a Divisione Austriaca.

Alle ore 18.30 il II BTG del 32° RGT raggiungeva Polazzo.
Alle ore 22 del 24 Giugno, la Brigata Savona, completò lo schieramento  Polazzo-Redipuglia e la Brigata Siena restò disponibile per le operazioni verso Castelnuovo. Con la presa di Castelnuovo, venne dato l’ordine di formare una nuova linea Castelnuovo-Polazzo e di espandersi successivamente verso il Monte San Michele ed il Monte Sei Busi.Il nuovo ordine di attacco venne diramato dal Comando della III Armata in data 28 Giugno. In un primo momento la Brigata Savona compì un lieve progresso, ma data la violenta reazione dell’avversario che attaccava senza tregua, ben presto la brigata dovette ritornare sulle posizioni di partenza.Le azioni del 1 e 2 luglio fruttarono qualche lieve progresso nella zona di Polazzo. Il 2 Luglio ore 10, dopo un tiro d’artiglieria durato circa tre ore, la Brigata Savona rinnovò l’attacco alla q. 89 e verso le ore 12.30 le truppe arrivarono in prossimità del Monte Sei Busi. Alle ore 10 del 04 luglio la Brigata Cagliari iniziò la sua avanzata contrastata da cinque battaglioni austriaci. Lo scontro si concluse con la ritirata dei battaglioni austriaci che lasceranno circa 350 prigionieri. A questa battaglia assistette dal campanile di Turriaco il Re Vittorio Emanuele III, durante la II - Battaglia dell’Isonzo (18/7 – 3/8).


Nella giornata del 20 luglio durante la II Battaglia dell’Isonzo (18/7 – 3/8), alle ore 13, iniziò l’attacco sulle alture di Polazzo-Castelnuovo; esso fu sospeso poco dopo e venne ripreso  alle ore 17, ma la resistenza dei difensori  impedì di portare l’azione fino in fondo. La quota 111 venne a rappresentare il primo obiettivo dell’azione che iniziò la mattina del 25 Luglio. Alle ore 7 cominciò il tiro di preparazione delle artiglierie  e alle ore 11.30 la quota 111 era in mano italiana. Il mattino del 26 Luglio si attese al riordinamento delle truppe, dopo una notte passata in continuo allarme a causa dei ripetuti attacchi avversari verso quota 111, attacchi che fortunatamente furono tutti respinti. Nel pomeriggio del 27 luglio gli Austriaci, attaccarono con la 61° Divisione, l’attacco fu respinto. Questi comuni contrattacchi indussero il comandante del VII Corpo d’Armata ad affrettare la ripresa offensiva. Ordinò quindi alla 27° Divisione di riprendere  il giorno 28 stesso l’attacco per la definitiva occupazione del Monte Sei Busi. L’avanzata riuscì su tutta  la linea consentendo così alle forze italiane un successo importante, sull’orlo della conca di Doberdò.
La seconda battaglia dell’Isonzo costò alle forze italiane 31.504 uomini e a quelle austriache 41.256. Avendo il comandante della III Armata impiegato quasi tutte le scorte di uomini e munizioni si rese necessaria una sosta prima di riprendere le ostilità.
Finiti i preparativi, il giorno 18 Ottobre, le azioni ripresero, verso la conca di Doberdò e il Monte San Michele uscendo dal territorio di Fogliano, Polazzo e Redipuglia, che divennero perciò retrovia.


Il “Sass de San Belin”

Il “Sass de San Belin” o Sasso del Dio Beleno, è un grande blocco di pietra carsica di forma antropomorfa. Recentemente questa antica ara è raggiungibile dal pubblico; l’accesso avviene dal paese di Polazzo e, passando per l’antica strada preistorica che conduceva a Fogliano, oggi si arriva a un leggero pendio che porta verso una trincea austriaca; successivamente , dopo  un centinaio di metri di salita si raggiunge un grande blocco di pietra calcarea che presenta il volto del dio Beleno, dio della luce aquileiese, corrispondente al dio Apollo greco. Il Sass de San Belin ha la forma di testa umana, oggi purtroppo rovinata a seguito dei bombardamenti subiti nel primo conflitto mondiale. In proposito di questo di celtico si tramanda una leggenda secondo la quale nei pressi dell’ara del “Sass de San Belin”, dalla notte dei tempi fino agli inizi del secolo XX, durante il plenilunio si davano convegno le streghe e demoni per il “sabba”. In epoca antica sappiamo che i Celti avevano due festività dedicate al dio Sole, una pressappoco in corrispondenza del solstizio invernale e l’altra in corrispondenza del solstizio estivo.


 


 

 



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